Il limite di spesa è una buona soluzione contro l’azzardo compulsivo?

Quando oggi si parla di Gioco Responsabile si fa riferimento non ad una politica specifica, ma al DNA aziendale di ogni società di gaming che si impegna, nel rispetto del cliente, alla tutela della salute e alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Non mancano, a questo proposito, ricerche che danno ragione al mantra del Gioco Responsabile e alle misure messe in campo dal settore dell’azzardo, fisico e online, per far fronte ad ogni tipo di evenienza. Difatti, secondo una ricerca condotta dalla Nottingham Trent University, su un campione di circa 50.000 giocatori in tutta Europa, esistono delle misure di prevenzione ritenute valide dagli stessi giocatori.
Tra queste spicca, su tutte, il limite di spesa. Chiaramente il gioco è bello e divertente ma, come tutto, può diventare pericoloso qualora vi si faccia un abuso e quindi convertirsi in dipendenza. Per questo motivo numerosi strumenti vanno ad operare in termini preventivi. E fissare il proprio limite di spesa rappresenta una soluzione apprezzata dalla quasi totalità dei giocatori. La ricerca di cui sopra va ad indagare l’utilità di fissare un limite monetario volontario, per capirne gli effetti sula spesa di gioco online, nell’arco di un anno intero. Dai risultati è venuto fuori che, anzitutto, non vi sono differenze tra età e sessi; chi invece aveva volontariamente fissato un limite di spesa, aveva ridotto contestualmente anche i soldi investiti; infine, il 10% dei giocatori, ha dichiarato di aver ridotto significativamente i propri “investimenti” nel giro di un anno.
A questo studio se ne è affiancato un altro, condotto da Kindred, su oltre 175.000 giocatori d’azzardo online: è emerso, con stupore, che i giocatori che stabiliscono volontariamente limiti di spesa per il gioco d’azzardo si rivelano essere più fedeli all’operatore 1 anno.
Si capisce con tutta evidenza l’utilità di certe misure. In Italia, per esempio, tutti i casinò online AAMS adoperano, nelle loro pagine, misure di Gioco Responsabile e collaborano a stretto braccio con gli enti regolatori nella battaglia al gioco d’azzardo compulsivo. Il limite di spesa risulta essere una delle pratiche adoperate dai principali operatori del nostro territorio, con successo peraltro. Ma non è l’unica.
Le buone pratiche di Gioco Responsabile prevedono anzitutto due principi: la sicurezza del giocatore, che resta di primaria importanza e di fondamentale strategicità nello sviluppo della mission e della vision di una azienda d’azzardo; e, insieme, la sicurezza del gioco. Preventivamente AAMS divulga una carta dei servizi per il gioco a distanza, una sorta di patto di corresponsabilità tra operatore e giocatore. Ciascuna azienda si impegna altresì nella promozione di un ambiente di gioco sano e trasparente. Il limite di spesa, sì, ma anche la possibilità di scegliere l’opzione “autoesclusione”, con cui gli utenti di propria volontà decidono di fermare il gioco. O ancora l’inibizione del gioco per tutti i minori di diciotto anni, la cui verifica è effettuata tramite una capillare analisi di dati e documenti inviati al gestore; offrendo, ancora assistenza e supporto h24 con possibilità di agire in maniera concreta qualora si violassero le regole imposte dal gestore stesso.

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